
Velletri, Presentata la dodicesima edizione di “L’Emozione di Mai” a sostegno di Duchenne Parent Project
25 Ottobre 2025
Arianna Moretta è “Miss Velletri 2025”
26 Ottobre 2025Il 22 ottobre, al Mausoleo delle Fosse Ardeatine di Roma, si è svolta una cerimonia solenne per la riconsegna ai familiari dei resti mortali di undici Caduti della Seconda Guerra Mondiale dei 60 rinvenuti presso il Cimitero di Lambinowice (ex Campo di concentramento n. 344 di Lamsdorf), di cui 31 traslati al Cimitero Militare Italiano di Bielany (Varsavia) e 29 rientrati in Italia su richiesta delle famiglie.
Tra gli undici Caduti rientrati a Roma anche il veliterno Dante Di Tullio. La cerimonia religiosa di riconsegna delle urne è stata celebrata dal Vicario Episcopale per l’Esercito, don Gianfranco Pilotto, alla presenza dei familiari dei Caduti, del Comandante Territoriale Nazionale dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Gianpaolo Mirra, del Capo dell’Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della Difesa (UTCMD), Generale di Corpo d’Armata Andrea Rispoli, delle Autorità civili e dei Medaglieri e Labari delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma.
Al termine della funzione, dopo la resa degli onori militari, le urne sono state consegnate ai rispettivi familiari per la definitiva tumulazione nei luoghi natii. Presente a Roma la signora Marisa Di Tullio, nipote di Dante Di Tullio, e il sindaco veliterno Ascanio Cascella.
Nel pomeriggio di giovedì 23 ottobre, nella cattedrale di San Clemente, ha avuto luogo il funerale cristiano che a 81 anni dalla morte Dante Di Tullio non aveva ancora avuto, dopodiché è stato trasferito al Cimitero di Velletri. Ha celebrato don Teodoro Beccia. Presente per il Comune di Velletri: il sindaco Ascanio Cascella e il vicesindaco Chiara Ercoli. Ad occuparsi del rientro a Velletri dei resti mortali di Dante Di Tullio è stata la nipote Marisa Di Tullio con il supporto dello studioso veliterno Fabio Taddei.
Quella del soldato Dante Di Tullio è la toccante storia di un giovane veliterno costretto a partire per la guerra a soli 20 anni, senza più ritorno. Dal suo foglio matricolare, risulta che Dante Di Tullio, figlio di Irene Argenti e Giuseppe Di Tullio, nasce a Velletri il 3 settembre 1921 nella casa in località Piazza di Mario.
Soldato di leva della classe 1921 viene congedato il 30 giugno 1941 ma dopo meno di 4 mesi è richiamato alle armi ed imbarcato da Bari il 15 ottobre 1941 con destinazione Durazzo (Albania), allora territorio italiano, dove arriva il giorno dopo e aggregato al 26° Battaglione Mitraglieri.
È poi trasferito sul fronte russo dove partecipa dal 10 luglio 1942 all’11 dicembre 1942 ad operazioni di guerra con il Comando della 4° Compagnia lanciafiamme.
In seguito all’armistizio dell’8 settembre 1943, l’Italia non era più alleata della Germania nazista ed i soldati del Regio Esercito italiano che si rifiutarono di continuare la guerra a fianco dei tedeschi con la nascita della Repubblica Sociale Italiana con capitale Salò, sul Lago di Garda, non vennero da essi considerati prigionieri di guerra, tutelati dalle convenzioni internazionali e della C.R.I., ma traditori ed internati a migliaia e tra questi Dante Di Tullio, portato in Germania nel campo di prigionia “Stammlager VIII B”, poi ridenominato “Stalag-n. 344”, sito nel paesino di Lamsdorf, dove utilizzavano gli internati come lavoratori forzati nella vicina acciaieria.
Questo grande campo di prigionia già esistente dalla Guerra franco-prussiana del 1870-1871, usato poi nella Prima Guerra Mondiale del 1915-1918 fu attivo anche nella Seconda Guerra Mondiale per prigionieri civili e militari nel periodo 1939-1945.In questo campo di prigionia, 7 mesi dopo esserci entrato, Dante Di Tullio muore per stenti e malattie il 10 aprile 1944.






