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5 Novembre 2025Nella mattinata di oggi, venerdì 31 ottobre, durante il Consiglio comunale straordinario e dopo la discussione delle prime tre interrogazioni all’ordine del giorno, il sindaco di Velletri Ascanio Cascella ha letto una dichiarazione rivolta ai presenti, alla cittadinanza, ai mezzi di informazione, che riportiamo per esteso:
«Presidente, assessori, consiglieri comunali e mi rivolgo anche ai concittadini che ci ascoltano. Le cronache cittadine hanno trasformato una fase normale di gestione amministrativa in un piccolo romanzo a puntate. Titoli, comunicati, consigli non richiesti e ogni tanto una sbavatura di drammatizzazione.
È giusto che la politica si confronti quando però sono in gioco risorse, responsabilità e il futuro della nostra comunità La serietà deve rimanere la bussola. Ripartiamo da qui con misura, arguzia e una ironia lieve che non punta a ferire, ma a ricordare i contorni della realtà. La prudenza è la madre della saggezza. Non è un luogo comune, ma una regola di metodo.
Sostituire l’assessorato di Servadio, non è cambiare una tessera del mosaico, né scambiare figurine. Significa consegnare mandati che incidono su cantieri, flussi finanziari, scadenze sovracomunali e rapporti con enti esterni. In tali circostanze la fretta è cattiva consigliera, l’impulsività può costare cara ai cittadini, meglio la cura della ragione che la fretta della pubblicità, soprattutto nella complessità di prendere in corsa incarichi gravosi.
Questa prospettiva non è retorica. La qualità della politica si misura nelle capacità di assumersi responsabilità e di sostenerle nel tempo, non nella fretta di occupare posizioni. È quindi doveroso leggere i fatti con lucidità. Due anni passati, così rilevanti, spesso lasciano questioni tecniche e nodi progettuali che emergono solo dopo una verifica puntuale. Per questo, alla dipartita dell’assessore, ho chiesto e atteso verifiche accurate relazioni esaustive. Il controllo doveva essere pieno, non approssimativo. La complessità si affronta con metodo.
Le istruttorie, per essere realmente compiute, hanno richiesto tempo. Non lo dico come giustificazione, ma come scelta di cura. Al termine di questa fase ho ricevuto un quadro complesso e in certi aspetti preoccupante che ha imposto e impone decisioni immediate e un’accelerazione decisa nelle attività operative. Chi immagina che basti un cambio di nome per risolvere tutto, dimentica che dietro ogni firma ci sono iter, vincoli e scadenze che non ammettono improvvisazione.
Per trasformare parzialmente la preoccupazione in azione, posso comunicarvi alcuni risultati concreti che sono già stati conseguiti in questi mesi. Sono stati acquisiti i pareri necessari per l’avvio del cantiere relativo ai percorsi meccanizzati che finalmente prenderà luce.
È stato avviato il cantiere per la riqualificazione urbana collegata al Giubileo 2025 della zona della cattedrale. Sono stati accelerati i lavori del parcheggio in via Madre Teresa di Calcutta con il completamento della palificata e l’avvio dell’imponente scavo che dovrebbe ultimarsi entro un mese.
Mi è sembrato di leggere qualche notizia errata e falsa che sarebbero fermi i lavori del parcheggio. Non è assolutamente vero. I lavori sono in corso, la parte strutturale, nonostante i problemi progettuali è stata superata, direi brillantemente e stanno scavando 17.000 m³ di terreno che necessiteranno chiaramente di almeno un mese di attività, perché non è che lì va uno con le ruspe, c’è anche una delicatezza nella fase di scavo. Il nuovo Centro per l’Impiego a San Martino è in fase avanzata e prossimo all’ultimazione.
Abbiamo finanziato i lavori di finitura del mercato di piazza Metabo che verrà che vedrà ultimata la metà per fine dicembre e da gennaio il passaggio alla fase due. Sono passaggi che dimostrano come un approccio rigoroso produca risposte tangibili. Resta tuttavia molto lavoro da fare, cantieri aperti, interventi da avviare, controlli da rafforzare, per evitare che le lentezze e ostacoli procedurali compromettono l’intero programma.
Desidero chiarire che ove è necessario e indispensabile, per il buon esito delle opere, utilizzerò gli strumenti commissariali attribuibili al sindaco all’argomento a quanto accaduto per la scuola dei Rossi. Non è un gesto di protagonismo, è uso responsabile di prerogative istituzionali per garantire coordinamento e accelerazione.
Permettetemi ora un sorriso gentile rivolto al vento delle voci. È legittimo che si discuta, che si aspirino incarichi, che si coltivi ambizione. Tuttavia a volte l’ambizione è come una vela senza bussola, si muove tanto ma non porta a destinazione. L’anno che ci aspetta è cruciale. Dobbiamo portare in porto i cantieri del PRR. Non si tratta di semplici inaugurazioni, ma di opere che determineranno accesso al lavoro, qualità urbana e fiducia nelle istituzioni.
Il naufragio di questi progetti sarebbe un colpo troppo pesante per Velletri sul piano economico, sociale e di credibilità. È bene che tutti lo tengano presente. Chi per calcolo o per distrazione remerà contro questi obiettivi dovrà assumersi la propria responsabilità davanti ai cittadini. Non è una minaccia, ma la realtà del fatto amministrativo, le conseguenze si misurano nei risultati.
Per questo ho richiesto e ottenuto relazioni dettagliate, ho convocato i Dirigenti competenti, il Segretario generale in numerose riunioni e ho avviato un piano operativo per ricomporre le criticità e rimodulare le responsabilità. Non procederò, quindi, all’immediata nomina dell’assessore vacante e anche all’esito della nuova nomina continuerò a mantenere la guida del PNRR».
Ha poi continuato il Sindaco: «Visto che questo consiglio si svolge in una giornata che il calendario civile dedica a zucche e scherzi, concedetemi una nota ironica, ma sempre misurata. Tra maschere e travestimenti, ricordiamoci che la politica non è una festa di Halloween. Non si tratta di spaventare per ottenere applausi, né di cambiare maschera a piacimento. Se qualcuno spera che la confusione funzioni come costume di scena, sappia che i cittadini non sono ammaliati dai travestimenti, ma dai fatti.
Chi preferisce il rumore delle zucche vuote alla sostanza dei progetti, rischia di essere riportato per lo scherzo, non per l’opera compiuta. La politica è l’arte del possibile e il possibile qui e ora è mantenere la rotta, accelerare i cantieri e consegnare alla città ciò che le spetta. Velletri non è un palcoscenico dove si recitano battute scritte per il clamore del giorno.
È un campo di lavoro dove si assumono impegni quotidiani, fatica concreta e responsabilità. Non siamo attori di un atto unico, siamo artigiani del futuro della nostra città. Ogni mattone posato, ogni progetto portato a termine, ogni rimborso è un tributo che rendiamo ai nostri cittadini.
È come in una arena antica, non si giudica il valore dalle parole gridate, ma dal coraggio con cui si affrontano le prove. Perciò vi chiedo di lavorare coesi, non per un applauso effimero, ma per il lavoro che resta da compiere, per i cantieri da compiere a termine, per i giovani che cercano opportunità, per le famiglie che desiderano servizi migliori. Abbiamo di fronte mesi intensi, momenti nei quali il nostro agire farà la differenza tra il successo e il rimpianto. Non accetterò giustificazioni di comodo, né rituali di inazione. Qui si decide con competenza, con disciplina e con il coraggio delle responsabilità.
Come disse John F. Gerald Kennedy: “Non chiederti cosa il tuo Paese può fare per te, chiediti cosa vuoi fare tu per il tuo Paese”. Scegliamo dunque di essere all’altezza della storia che ci è affidata. Teniamo lo sguardo fisso sull’obiettivo. Rimaniamo insieme e non lasciamo che le correnti del caso o i gorgogli delle polemiche deviino la nostra rotta. Al termine di questo percorso che richiede dedizione e resistenza, guarderemo indietro e potremmo dire con orgoglio “Abbiamo fatto quello che doveva essere fatto”.
E i cittadini ce ne saranno grati, non per le parole che abbiamo pronunciato in quest’aula, ma per le opere che abbiamo consegnato alla loro vita quotidiana. Sono a disposizione per un confronto costruttivo su temi tecnici e progettuali. Mettiamo Velletri al centro. Abbiamo dunque coraggio, tenacia e senso del dovere. Grazie a tutti».
Il servizio completo sul Consiglio comunale straordinario sarà sul prossimo numero in edicola sabato 8 novembre.





1 Comment
La comunicazione istituzionale ha come obbiettivo l’informazione dei cittadini, quando manca o è carente prende campo o sopravento, la comunicazione politica, che come tale rappresenta le posizioni di parte mirate ad avere consenso.
Per troppo tempo non c’è stata evidenza di comunicazione relativamente a tante situazioni che riguardano la città dando luogo a dichiarazioni poco veritiere o a “romanzi a puntate”.
Relativamente alle dichiarazioni del Sindaco nella sua relazione sullo stato dell’arte delle opere in corso di realizzazione ed altri aspetti amministrativi, il primo monito lo dovrebbe fare all’Amministrazione tutta, che latita fortemente nella comunicazione dando luogo alle situazioni lamentate, in mancanza di comunicazioni ufficiali prende piede il chiacchiericcio e il sentito dire fortemente suffragato da evidenti situazioni di stallo che riguardano le opere in corso di realizzazione.
Se ci sono state difficoltà a raccogliere dati e/o informazioni sullo stato di avanzamento delle attività in progress dimostra che non c’è stata una gestione come le norme ed i regolamenti richiedono.
In una grande azienda la rimozione o l’avvicendamento di un Responsabile, di norma, non comporta un fermo delle attività, perché in ogni organizzazione che si rispetti c’è sempre una seconda migliore risorsa in grado di gestire le attività in progress in quanto le conseguenze potrebbero essere pesanti.
Ora come da dichiarazioni del Sindaco sembra che abbia fatto una gran fatica ad avere informazioni certe sull’ stato delle attività in corso, ma sono le stesse informazioni che l’Assessore dimissionario come minimo avrebbe dovuto avere a disposizione, se invece si è navigato a vista allora le informazioni raccolte credo che siano di dubbia utilità.